La Repubblica sociale italiana come Stato
Apparati, centri di potere e conflitti
a cura di Domenico Guzzo, Filippo Focardi, Roberta Mira, Simona Salustri
Saggi
pp. 464 | 14,5 x 21 cm | € 30,00
Libro in brossura cucita con alette
ISBN 9788831365765
Un’indagine sulla dimensione burocratica e conflittuale del governo della fragile Repubblica di Salò.
Domenico Guzzo insegna Storia della violenza politica e del terrorismo presso il Campus di Forlì dell’Università di Bologna ed è direttore dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Forlì-Cesena.
Filippo Focardi è professore di Storia contemporanea presso l’Università di Padova e direttore del Centro di Ateneo per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea.
Roberta Mira è ricercatrice tenure track all’Università eCampus, dove insegna Storia contemporanea. Si occupa di fascismo, nazismo, Resistenza, violenze di guerra e giustizia di transizione.
Simona Salustri, dottore di ricerca in Storia contemporanea, è docente a contratto presso l’Università di Bologna dove tiene numerosi corsi tra i quali History of Mass Communication.
A partire dall’esperienza locale che prende corpo nella cosiddetta «terra del duce», la Romagna, il volume indaga la costituzione materiale della Repubblica sociale italiana, ufficialmente nata il 23 settembre 1943, e si sofferma sulla struttura istituzionale che il Partito fascista repubblicano cercò di instaurare nei territori sottoposti alla propria giurisdizione. La neonata repubblica è un governo illegittimo, senza unanime riconoscimento internazionale, la cui nascita segue di pochi giorni l’incontro a Berlino tra Mussolini, appena liberato dai tedeschi dalla prigionia sul Gran Sasso, e Hitler. La capitale viene stabilità a Salò, di fatto sotto occupazione tedesca, e la RSI si trova a dover governare e amministrare un territorio frammentato e sottoposto a giurisdizioni differenti.
Nel libro si delinea il tentativo di dotarsi di apparati di potere in grado di operare in questo contesto, fronteggiando contemporaneamente una progressiva perdita di consenso popolare e una crescente conflittualità interna, segnata da rivalità mai sopite tra personaggi del regime e gruppi di potere.



