Alberto Candi

Cecco, l’eretico

Storie narrate
pp. 240 | 130 x 210 cm | € 29,00
Libro in brossura cucita con alette
ISBN 978-88-31365-70-3

Cecco d’Ascoli, nell’epoca in cui per essere un medico era necessario conoscere anche l’astrologia, con ostinazione difese la propria idea che il bene supremo, la verità, vada ricercata attraverso la scienza e non tramite la fede.

Alberto Candi (Bologna, 1951) è entrato in magistratura nel 1978 iniziando a esercitare a Ferrara. Dopo la strage alla stazione del 2 agosto 1980, ha ottenuto il trasferimento presso la procura della Repubblica di Bologna. Come pubblico ministero si è occupato di terrorismo rosso, di reati societari e di delitti collegati alla Una Bianca. Successivamente ha esercitato come giudice di corte d’appello e corte d’assise d’appello. Infine, alla procura generale della Repubblica, si è occupato di diritto penale internazionale, del processo di secondo grado contro Calisto Tanzi (bancarotta Parmalat) e, dal 2017 al 2021, insieme ai colleghi Umberto Palma e Nicola Proto, ha portato avanti il processo «ai mandati della strage del 2 agosto» (conclusosi con la condanna di Paolo Bellini) dopo averne avocate le indagini altrimenti destinate all’archiviazione. Dalla fine di dicembre del 2021 è in pensione e si occupa di storia. Amante di fotografia, per i tipi di Pendragon ha pubblicato un libro di foto della prima guerra mondiale scattate dal nonno Alberto Piersanti.

Sono molte le leggende che circondano la figura di Cecco d’Ascoli, docente dello Studium bolognese di filosofia, medicina e astrologia negli anni venti del Trecento. Le sue lezioni erano affollatissime, e anche le autorità cittadine nutrivano riverenza per le capacità del maestro d’interrogare le stelle e predire le sorti di una battaglia. Ma sono gli anni in cui l’istituzione comunale è in declino e si avvicina l’epoca delle signorie e degli stati sovrani come la Chiesa, alla quale Bologna è in procinto di consegnarsi.
La figura e gli insegnamenti di Cecco iniziano a suscitare i sospetti dell’inquisitore locale; pettegolezzi e dicerie circolano sull’Ascolano. Si dice addirittura che l’astrologo sia in possesso del libro del comando, con il quale comunica col demonio. Le voci si trasformano presto in sentenza. Altro che uno scienziato; Cecco è un mago, un indovino, un becero e un senzadio e va condannato al rogo.
Qui si raccontano gli ultimi anni della sua vita, tra storia e finzione.

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