Dario Internullo

Decus
Il patrimonio culturale nel Medioevo

Biblioteca di storia urbana medievale
Libro in brossura cucita con alette
pp. 160 | 14,5 x 21 cm | € 22,00
ISBN 979-12-82524-03-2

I rapporti tra vestigia del passato, autorità di governo e popolazioni urbane, nel Medioevo, spiegati a partire dall’idea di «decoro».

Dario Internullo è professore associato di Storia Medievale presso l’Università di Roma Tre. Le sue ricerche vertono sul rapporto tra cultura scritta, politica e società nel lungo millennio medievale. È autore di numerosi articoli nonché di alcuni volumi. Fra di essi si ricordano Ai margini dei giganti. La vita intellettuale dei romani nel Trecento (Roma, 2016); Senato Sapiente. L’alba della cultura laica a Roma nel Medioevo (Roma, 2022); Du papyrus au parchemin. Les origines de la mémoire archivistique en Europe occidentale, «Annales. Histoire, Sciences Sociales» 74/3-4 (2019); Decus Urbis. Un’altra prospettiva sui Mirabilia di Roma e le origini del «decoro urbano» (secoli XIIXV), «Quaderni Storici» 163-1 (2020), pp. 159-183.

Quando si discute di patrimonio culturale, in particolare di aspetti come la tutela e la valorizzazione dei monumenti, il Medioevo è troppo spesso escluso a priori da qualsiasi dibattito. Ciò si spiega con la tenace persistenza di alcuni paradigmi che fanno di quest’epoca lo scenario per eccellenza della «barbarie», del «vandalismo» e dell’«ignoranza» nei confronti delle vestigia antiche.
Ripartendo da un’analisi capillare delle fonti, questo libro porta invece alla luce una serie di contesti in cui le comunità urbane si facevano garanti non solo di una salvaguardia dei monumenti ereditati dal passato, ma anche di una loro particolare risemantizzazione.
Statue, colonne, archi di trionfo e altri monumenti erano considerati l’espressione materiale del decus, il «decoro» della città stessa. Non solo andavano protetti da qualsiasi atto distruttivo, ma divenivano anche il perno di rituali collettivi che, mettendo in comunicazione i cittadini e i loro governatori, riflettevano le aspirazioni sociali e politiche delle une e degli altri, a volte in forme più distese, altre volte in forme più conflittuali.

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